Amore Italia Ucraina

Non sarà un monumento di alto valore storico o di un famoso artista, ma testimonia la forza dell’amore che travalica il tempo ed i confini. E’ subito diventato meta di innamorati e luogo simbolo dove i novelli sposi amano farsi fotografare.

Lo inseriamo nei luoghi da visitare perché i protagonisti sono un’Ucraina ed un Italiano, anche a testimonianza del fatto di quanto gli Ucraini da sempre ammirino il romanticismo degli Italiani.

Due vecchietti che si abbracciano teneramente. E’ questo il soggetto di una nuova statua inaugurata a Kiev, in Ucraina, nel centralissimo parco Marinski, proprio vicino (per chi è già stato in questo meraviglioso parco) al ponte dell’amore dove vi sono tutti i lucchetti a rappresentare legami sentimentali. Un piccolo monumento dedicato alla lunga e travagliata storia d’amore tra Luigi Peduto, un prigioniero di guerra italiano originario della provincia di Salerno, e Mokrina Maria Iurzuk, un’ucraina ai lavori forzati in un lager nazista.

 

La storia

L’amore sboccia nel 1943 in un campo di concentramento in Austria, dove Luigi e Maria lavorano insieme due anni. Poi, finita la guerra, i due sono costretti a separarsi e a far ritorno in patria. La cortina di ferro li ha divisi per un periodo lunghissimo: 60 anni. A farli riabbracciare, nove anni fa, e’ stato un programma televisivo russo e oggi, nonostante la lunghissima interruzione, la loro storia d’amore sembra destinata a continuare.

Luigi, che adesso ha 91 anni, era a Spalato con la Guardia di Finanza quando, dopo l’8 settembre del ’43, fu preso prigioniero dai tedeschi e deportato in un lager in Austria dove, ha raccontato, notò subito Maria perché ad ogni pausa correva nel settore del lager dove c’erano i deportati sovietici. Seppi dopo che c’era la sua bambina la’ e lei correva a prepararle qualcosa da mangiare e poi ritornava di corsa a lavorare, purtroppo sempre un po’ in ritardo e cosi’ i nazisti la insultavano, la mortificavano.

Essendo stato due anni a Spalato, Luigi riesce a capire un po’ l’ucraino e fa presto amicizia con Maria,il cui primo marito era morto a Stalingrado, e spesso le da parte della sua razione di pane perché la porti alla piccola Nadezhda e, pian piano, nasce l’amore. Il 9 maggio del ’45, appena finita la guerra, ci siamo fatti una foto insieme.

L’ho sempre custodita gelosamente per tutti questi anni, racconta l’ex finanziere, e non ho mai dimenticato Maria. Volevo andare con lei in Ucraina, ma un maggiore sovietico non me lo permise. Maria mi chiese di portarla in Italia con me, ma come potevo?. All’inaugurazione della statua scolpita da Grigori Kostiukov e Aleksandr Morgatskii, c’erano, tra gli altri, il capo dell’amministrazione della capitale ucraina, Oleksandr Popov, e l’ambasciatore d’Italia in Ucraina Fabrizio Romano

https://www.youtube.com/watch?v=lEyhZkMIOKI

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