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Leopoli

Leopoli

Viaggio a Leopoli, la capitale culturale dell’Ucraina. Ukraina Viaggi ha dei collaboratori (in lingua Italiana) in loco. Potete inoltre trovare molte informazioni utili anche nel sito dell’ufficio turistico di Leopoli (http://www.touristinfo.lviv.ua/). Per ulteriori informazioni non esitate a contattare il nostro ufficio.

Per il vostro Viaggio a Leopoli collaboriamo con numerose agenzie e Hotel della città e siamo in grado di organizzarvi e consigliarvi tutta una serie di attività ed escursioni dalla città stessa.

Leopoli (Lviv in ucraino) è una bellissima città museo dell’Ucraina occidentale di circa 800,000 abitanti, capoluogo della provincia omonima. Ogni giorno alla popolazione locale si aggiungono circa 200.000 pendolari. Nella città si trovano varie industrie, due istituzioni per l’educazione superiore, l’Università di L’viv e il Politecnico di L’viv  (in precedenza Università Tecnica di L’viv). Leopoli è inoltre sede di un’orchestra filarmonica e del Teatro d’Opera e di Balletto di L’viv. Il suo centro storico è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Leopoli piazza del mercato

Arrivare a Leopoli non è difficile, si può arrivare in treno veloce da Kiev (se vi trovate già in Ucraina) in meno di sei ore di viaggio, oppure in areo dall’Italia con i voli diretti di Wizzair. L’aeroporto internazionale di Leopoli Danylo Halytskyi dista 14 km dal centro città a cui è collegato con il servizio autobus o con i taxi.

Il clima di Leopoli è del tipo moderato continentale. La temperatura media di gennaio è di -4 °C, quella di giugno 18 °C. La precipitazione media annua è di 660 mm di pioggia, con un notevole calo nel periodo estivo. Il cielo è coperto per una media di 66 giorni l’anno.

Posta vicino al confine polacco, è un mercato agricolo e del bestiame molto importante.. Le principali industrie sono quelle alimentari, metalmeccaniche, tessili, petrolchimiche e grafiche. I monumenti di maggior pregio, la cattedrale cattolica, la cattedrale armena, la chiesa dei Bernardini e la chiesa dei gesuiti, sono di origine rinascimentale (XIV-XVII sec.). Fu fondata nel 1256 dal principe di Halicz Daniele Romanovic, che le diede il nome del figlio Lev.  Distrutta più volte da diverse invasioni, come quella dei mongoli, fu ricostruita dal re di Polonia Casimiro il Grande a partire dall’annessione polacca del 1349 che la fortificò e le concesse ampia autonomia finanziaria.

La città di Leopoli ha imparato a essere tollerante sulla sua pelle. Il suo essere contesa da varia nazioni ne ha fatto spesso un luogo di campi di battaglia e di sofferenze. Forse sta qua il cosmopolitismo di questa città. I russi la presero per la prima volta nell’agosto 1914, nella prima battaglia di Leopoli, ma venne conquistata nel 1915 dall’esercito austriaco. La città fu poi assorbita dalla Polonia, dopo la guerra polacco-sovietica del 1920.

Prima della guerra, Leopoli possedeva la terza maggior popolazione ebraica in Polonia che raggiunse gli oltre 200.000 ebrei quando i rifugiati entrarono nella città a seguito degli eventi bellici. Immediatamente dopo l’ingresso delle truppe tedesche nella città gli Einsatzgruppen, coadiuvati da collaborazionisti civili organizzarono dei massicci pogrom che giustificarono come rappresaglia dei precedenti omicidi effettuati dall’NKVD sovietico. Nonostante l’affermazione di alcuni studiosi chiami i collaborazionisti “nazionalisti ucraini”, la loro appartenenza effettiva politica all’Organizzazione dei nazionalisti ucraini è ancora oggi dibattuta. Durante il pogrom durato quattro settimane dalla fine di giugno al luglio del 1941 circa 4.000 ebrei vennero uccisi.

Il 25 luglio 1941 venne effettuato un secondo pogrom, detto de “I giorni di Petliura”, a seguito dell’omicidio del leader ucraino Symon Petliura. Circa 2.000 ebrei persero la vita, in maggioranza uccisi in gruppi a colpi di arma da fuoco da civili collaborazionisti dopo essere stati costretti a marciare fino al cimitero ebraico o alla prigione di Lunecki.

I pogrom, le uccisioni effettuate dagli Einsatzgruppen, le difficili condizioni nel ghetto e la deportazione verso i campi di sterminio, incluso il locale “campo di lavoro” di Janowski, portarono alla quasi completa distruzione della popolazione ebrea. Nel 1944, quando i russi rientrarono in possesso di Leopoli, solo 200-300 ebrei erano ancora in vita.

Il cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal fu uno dei più famosi sopravvissuti ebrei di Leopoli, benché fosse stato deportato in un campo di concentramento invece di condividere la durissima sorte che toccò alla città.

Il nazionalismo ucraino risorse alla fine degli anni ’80 e, finalmente, nell’agosto del 1991 l’Ucraina e Leopoli ottennero l’indipendenza.

Per fortuna Leopoli è uscita abbastanza indenne dalle devastazioni della seconda guerra mondiale è ora si ha di fronte una vera e propria città museo con una architettura occidentale dal periodo gotico fino ai giorni nostri. Va detto che ogni tanto si possono incontrare brutture architettoniche dell’era comunista, ma non turbano più di tanto con tutta l’altra bellezza che c’è intorno.

A est del centro moderno c’è la Città Vecchia, al centro della quale si trova l’ampia ploshcha Rynok, che un tempo era il centro di Leopoli ed è, attualmente, la piazza meglio conservata di tutta l’Ucraina. I palazzi civili sono un felice connubio dello stile barocco e di quello rinascimentale; i ricchi mercanti locali infatti non esitarono a commissionare ai migliori artigiani e artisti dell’epoca la costruzione delle loro case. Al centro della piazza sorge il municipio, che risale al XIX secolo, mentre tutt’intorno si possono ammirare magnifici edifici del XVI e del XVIII secolo decorati con incisioni in pietra. Di fronte, all’angolo sud-occidentale della piazza si trova uno dei migliori edifici gotici della città, la Cattedrale Cattolica Romana, che risale alla fine del XIV secolo. Al suo interno, la Cappella Boyim contiene alcune delle più belle incisioni in pietra di Leopoli.  Vasti quartieri in stile neoclassico, eclettico e moderno sono sorti, soprattutto a occidente, nell’Otto-Novecento. Notevoli il museo di arte ucraina, con icone dei secoli XIV-XVII e dipinti moderni, il museo nazionale, il museo di storia e il museo farmaceutico (una delle attività principali di questa città fu infatti quella di produrre e commerciare medicinali: la prima farmacia risale al 1735 fondata da un ex militare. Ha più di 3.000 oggetti esposti ed una parte di esso continua ad essere operativa nella composizione di un medicinale contro l’anemia.

Leopoli

All’angolo nord-occidentale si trova la farmacia più antica di Leopoli. Fondata nel 1879, la farmacia condivide con il Museo Apteka l’edificio del XVI secolo che conserva esempi di attrezzature farmaceutiche antiche.

Circa 2 km a est della Città Vecchia si trova il Museo di Architettura e Vita Popolare all’aperto, dove, su una superficie di più di 60 ettari, sorgono un centinaio di fattorie, fucine, mulini a vento, chiese e scuole di legno. Tutti questi edifici, che rappresentano le tradizioni popolari di tutto il paese, sono pieni di oggetti quotidiani

Contrariamente alla russa Kiev, Leopoli è tipicamente ucraina, tanto che fu qui il centro dell’irredentismo nazionale.  Situata ai piedi dei Carpazi, è una delle città più antiche e particolari dell’intera Europa. Centro della città è la piazza del mercato, circondata da splendidi edifici rinascimentali tra cui la Cernaja Kamenica e la Casa Kornjakta, ora museo storico. Insomma, una visita a questa splendida città farà rivivere antiche suggestioni e rinvigorirà i vostri ricordi.

Leopoli capitale per i golosi

Nel 1683, un commerciante e un traduttore Yuri-Franz Kulchytsky, originario della regione di Sambir (vicino a Lviv), divenne uno degli eroi della difesa di Vienna dai Turchi. Kulchytsky, che aveva perfetta padronanza della lingua turca compì una coraggiosa operazione di spionaggio che fu cruciale per rompere l’assedio della capitale austriaca.

Come ricompensa dal popolo riconoscente di Vienna, Kulchytsky ricevette 300 sacchi di caffè confiscate dal campo turco. Da qui nasce la tradizione del caffè a Leopoli. Più tardi, con l’avvento del dominio austriaco in Galizia alla fine del 18° secolo si radicarono le tradizioni dolciarie.

Oggi Lviv è un paradiso per golosi. La città vanta decine di luoghi dove vengono preparati caffè meravigliosi e cioccolata calda, e dove una varietà di dolci sono fatti in loco. Per rendere omaggio alla tradizione, la maggior parte dei negozi di dolci sono decorati in stile austro-ungarico. Seduti in questi locali si assapora un’atmosfera di altri tempi, dell’epoca dell’imperatore Francesco Giuseppe, e sarete sorpresi di trovare il 21° secolo al di fuori.

La famosa birra di Leopoli

Se chiedete ad un residente di Lviv di farvi conoscere la birra locale e la cucina, inizierà a raccontarvi che la birra è stata prodotta a Lviv dal 1425 e che la fabbrica di birra locale costruita nel 1715 e funzionante fino ad oggi è più antica della rinomata fabbrica  «Guinness». Anche ai tempi in cui Leopoli era sotto il dominio sovietico, voli speciali con scatole di birra venivano inviati ai padroni del Cremlino a Mosca.

A Leopoli vi sono moltissimi Pub molti dei quali che producono la birra in loco senza additivi additivi. Con la vostra birra potrete gustare piatti della cucina locale, uno straordinario mix di tradizione ucraina, polacca, austriaca e piatti armeni.

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